Nel 2002 il giornale della Parrocchia S. Giovanni Evangelista di Oristano ha pubblicato una testimonianza dell'ex preside dell'Istituto, il prof. Benedetto Casagrande, sulle origini della scuola, e un'intervista all'attuale dirigente, il prof. Antonio Pinna.







Tutti noi, residenti a S. Nicola, se elettori, siamo entrati almeno una volta nell'Istituto d'Arte di via Gennargentu, sezione elettorale del quartiere. Ma, distratti o frettolosi, forse non abbiamo notato i lavori di pregio, patrimonio della scuola. Anche le mostre allestite dall'Istituto, nel monastero del Carmine nel 1989 o la recente a Tramatza, testimoniano la capacità negli studenti di fondere, con buoni e spesso ottimi risultati artistici, tecnica e creatività o di assemblare essenze diverse o di saper controllare le forme, progettare e realizzare oggetti utili, riprodurre e ricostruire graficamente manufatti antichi etc.
Ma quanti del quartiere le hanno visitate?

Passerebbe inosservata anche un'opera d'arte, monumentale, posta nell'area "verde", della scuola o desterebbe attenzione e ammirazione più di qualsiasi insegna a caratteri cubitali all'ingresso dell'Istituto? Anche una targa esterna, in ceramica o in legno, sarebbe un segno perenne, di creatività artistica degli alunni e, perchè no, della sensibilità del comune di Oristano verso l'arte.
Gli Istituti d'Arte nascono infatti in quei comuni che hanno tradizioni artistiche ed artigianali: Faenza, Volterra, Cantù e, ultima, ma non per importanza, Oristano che decretò la nascita dell'Istituto d'arte nel 1961. L'edificio di via Gennargentu fu costruito però, solo nel 1974.

Dal 1969 al 2000 è stato Preside dell'Istituto il prof. Benedetto Casagrande. Oggi il rapporto "scuola-lavoro" è una normalità, ma negli anni '70 progetti con tali obiettivi erano considerati all'avanguardia. Tra le varie iniziative promosse in questo settore dall'Istituto d'Arte, la C.M.A.

Come nacque quell'idea?
B. Casagrande: Mi era giunta notizia che la Regione o l'I.S.O.L.A. intendesse recuperare i laboratori dismessi di via Nuoro, dotati di apparecchiature per la lavorazione della ceramica. Pensai ad una possibile loro ottima utilizzazione da parte degli studenti diplomati dall'istituto.
La proposta trovò consensi e così contattai alcune persone, i futuri dodici soci fondatori della Cooperativa Maestri d'arte.
Col tempo, qualcuno si dimise, o per lavorare in proprio o per sopraggiunte difficoltà, ma la Cooperativa non si sciolse. Per i neo diplomati fu una buona occasione di lavoro, il primo banco di prova delle proprie competenze artistiche e imprenditoriali. Infatti non basta avere strutture, volontà, conoscenze e ingegno artistici per avviare un'attività artigianale; occorre anche esperienza imprenditoriale, indispensabile per muoversi con sicurezza nella ricerca del mercato. E proprio in quella fase, la più delicata, cruciale, nuova per ragazzi di 18-20 anni, la Cooperativa potè contare solo sulle proprie forze.
Comuni della penisola, come Faenza, hanno invece un mercato ampio, grazie allo sviluppo turistico e ad una mentalità e tradizioni imprenditoriali radicate nel tempo. Le riforme scolastiche introdotte successivamente hanno colmato le lacune esistenti nel rapporto scuola- lavoro e offerto maggiori opportunità di formazione anche nel settore imprenditoriale (stage, corsi di formazione). Applicando le nuove direttive, anni fa, in qualità di Preside dell'Istituto d'Arte, avviai un corso post diploma con l'obiettivo, appunto, di dare ai neodiplomati informazioni utili per l'inserimento nel mondo del lavoro. Alcuni frequentarono, altri preferirono iscriversi all'Università o all'lsia (Istituto Superiore per le Industrie Artistiche).

L'Istituto d'Arte si è inoltre distinto per la tutela del patrimonio artistico dell'Oristanese. Qualche esempio...
B. Casagrande: Con largo anticipo rispetto alle innovazioni scolastiche in materia di rapporto scuola-territorio, l'Istituto ha collaborato con enti, amministrazioni pubbliche: il comune di Mogoro, di Samugheo, la Proloco di Oristano, la Sovrintendenza. All'interno della recente riforma non è stato perciò difficile avviare nuovi progetti. Ultimi, in ordine di tempo:
1) "Strexiu de terra" (1998/2001), che prevedeva il recupero del vasellame rinvenuto durante gli scavi a Tramatza, in collaborazione con la Sovrintendenza.
2) "Adottare un monumento", che prevede lo studio e la tutela della Chiesa di S. Giovanni dei fiori, in collaborazione col Gremio dei Contadini.

Dall'anno scolastico 2000/2001 è Preside dell'Istituto d'Arte "Carlo Contini" il prof. Antonio Pinna.
Oggi, l'Istituto d'Arte si muove tra tradizione ed innovazione e vanta laboratori e strumenti elettronici per il disegno e la produzione di prototipi in legno.
Ma quali cambiamenti ci saranno negli istituti d'arte con la nuova riforma?
A. Pinna: L'Istituto d'arte potrebbe essere collocato tra i licei, di competenza dello Stato o tra gli istituti professionali, di competenza delle Regioni. I presidi sono orientati in favore dell'inglobamento nei licei. Gli Istituti d'arte vogliono salvaguardare l'autonomia nell'impostazione e nella gestione del curricolo: il passaggio alla Regione non la potrebbe garantire. La riforma infatti prevede che la Regione possa definire il 20% del curriculum degli istituti professionali.
È importante che le istituzioni prestino attenzione, secondo me, al mondo della scuola, soprattutto offrendo opportunità di occupazione, dopo il diploma artistico: lo sviluppo dell'artigianato artistico è significativo solo se avviene all'interno di un sistema. Lo dimostra il fatto che le città che hanno tradizione artistica e sviluppo dell'artigianato artistico, come ad esempio Faenza, sono città turistiche.
Le botteghe artigiane hanno bisogno di mercato, di movimento turistico, per poter decollare.
La scuola prepara, forma, sviluppa spirito di inventiva ed imprenditoriale in collaborazione con enti pubblici, organizzazioni artigiane, organizza stage e cerca di dare informazioni sul mondo imprenditoriale, sul prestito d'onore, ma si devono creare anche presupposti per una presenza turistica significativa ad Oristano. Come scuola, anche quest'anno abbiamo in progetto uno stage a Deruta con 40 ore di orientamento e 120 ore di esperienza lavorativa nelle aziende, con la collaborazione di organizzazioni come la CNA (Confederazione Nazionale dell'Artigianato).
Per offrire maggiori opportunità, l'Istituto, oltre gli indirizzi tradizionali, ne ha istituito due nuovi: Disegno industriale e Catalogazione e rilievo dei beni culturali. Con quest'innovazione prende forma sistematica un'attività di studio e preparazione della scuola in collegamento con le risorse del territorio.

          M.G.P.