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"Non hai più l'età per giocare nella  polvere delle strade, sei già una signorinetta e devi impararare a tessere e ricamare! Un giorno troverai marito e  prima di allora dovrai saper fare tutto!".

Era questa la frase che le madri samughesi ripetevano alle bambine dai 9 anni in su. Forse a quell'età alcune sapevano già cucire.
Una volta imparate le prime nozioni, la bambina era pronta a sedersi al telaio a "nde' pesare s'artziada" (lunghezza del tessuto limitata alle braccia, poi avvolto) e realizzare il tessuto che avrebbe utilizzato per farsi la camicia che da lì a qualche anno avrebbe indossato.

Il recupero della memoria storica tessile iniziò durante il reperimento di manufatti d'epoca per una esposizione etnografica. Ci si rese conto di quanta ricchezza si trovava racchiusa nelle cassapanche delle case del paese, manufatti più o meno antichi da salvare dall'anonimato, molti destinati ad una sicura distruzione a causa dell'incuria, oppure ceduti ad un prezzo irrisorio, il più delle volte a personaggi che, conoscendo il valore storico e culturale ene facevano incetta.

Si diede inizio al censimento ed alla catalogazione di tutte le collezioni private che prosegue tutt'ora. Da qui l'idea di dedicare un museo a questo ricchissimo patrimonio, che non si limitasse solamente ai manufatti locali bensì vi trovassero dimora tutte le realtà tessili dell'isola

È con questo ambizioso progetto che nasce il Museo Unico Regionale dell'Arte Tessile Sarda: raccogliere, studiare, e conservare questa importante arte da sempre conosciuta per tramandarla ai posteri.

Il Museo nasce anche con un altro importante obiettivo, quello di mantenere viva la tradizione e conservare il patrimonio di quelle realtà a naturale vocazione tessile.

Il percorso museale comprende manufatti antichi, "campionatura" delle varie tecniche di esecuzione e dei moduli decorativi ricorrenti, di grande valore storico ed artistico.

Di particolare pregio l'esposizione temporanea di alcuni reperti tessili della Collezione Cocco, appartenenti al patrimonio dell'I.S.O.L.A. (Istituto Sardo Organizzazione Lavoro Artigiano).

I reperti per lo più provenienti dall'area campidanese risalgono all'Ottocento; di elevata fattura per l'esecuzione, i materiali e gli elementi figurativi, costituiscono un importante elemento di comparazione per lo studio dei manufatti tessili regionali.

Una sezione del Museo Unico ripercorre le fasi della tessitura tradizionale: dalla scelta delle materie prime ai processi di preparazione delle fibre per la loro lavorazione, agli strumenti antichi

I manufatti contemporanei, ai quali è dedicata un'ala, sono testimonianza e collegamento fra tradizione ed impegno nella valorizzazione e nella promozione del patrimonio produttivo locale.

Oltre all'esposizione tessile, nel Museo Unico è prevista l'area didattica con centro di documentazione consultabile da studiosi ed operatori del settore ed una moderna sala conferenze, all'interno della quale si animeranno le attività espositive e le iniziative connesse alle mostre temporanee.


Il Museo è stato inaugurato
il 14 settembre 2002



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